Esercitazione “INIOHOS 2019”

Nella prima meta’ di Aprile 2019 si è svolta in Grecia l’importante esercitazione aerea militare “Iniohos 2019”, ambientata nella base aerea di Andravida (nel Peloponneso nord-occidentale), sede del 117 Combat Wing e dell’Air Tactics Center dell’Aeronautica Militare greca, che ha organizzato e supervisionato l’evento. Questa esercitazione annuale di media scala ha visto la partecipazione di diversi aerei di gruppi della HAF (Hellenic Air Force) e di altre forze aeree, con la novita’ assoluta degli F-35 Lightning II italiani.

Le operazioni in volo si sono svolte utilizzando la maggior parte degli spazi aerei controllati dalla FIR (Flight Information Region – Regione Informazioni di Volo) di Atene. Lo scenario dell’esercitazione ha adottato il concetto di “base singola” (con esecuzione di tutte le operazioni effettuate da un’unica base aerea), con la partecipazione di tutte le Forze Armate greche.

(Un po’ di storia… : questa esercitazione nasce nei tardi anni ‘80, con caratteristiche a livello tattico e di piccola scala, adatto alla necessita’ di addestrarsi in operazioni aeree combinate (COMAO), seguendo la dottrina dell’Aeronautica greca in vigore allora. Visto l’iniziale successo, fu deciso di dare a questo evento una cadenza annuale. Obiettivo dell’esercitazione era di addestrare il personale nella pianificazione ed esecuzione delle suddette COMAO (Combined Air Operation), nel rispetto delle direttive della HAF , in un contesto realistico, al fine di testare e valutare piani e tattiche operative. In questo periodo l’esercitazione veniva organizzata dalla Fighter Weapons School greca, rischierata per l’occasione a Larissa. Anche gli aerei partivano per le loro missioni da Larissa. Dal 2005, l’esercitazione Iniohos è stata decentralizzata, con gli aerei coinvolti che effettuavano le sortite dalle proprie basi, mentre le funzioni di pianificazione e coordinamento venivano svolte nelle strutture dell’Air Tactics Center (Centro Tattiche Aeree) e della Fighter Weapons School (scuola di combattimento aereo) di Andravida, integrando nuovi mezzi di comando e controllo. Nel 2013 si è deciso di adottare il gia’ menzionato concetto di base singola, portando l’esercitazione ad un livello di media scala ed ampliando la gamma delle operazioni con lo scopo di creare un ambiente piu’ realistico ed impegnativo, con un ritmo di battaglia di 24h/7g, aumentando notevolmente il livello di addestramento. Dal 2015, l’esercitazione non ha riguardato piu’ solamente le Forze Armate greche, con l’ingresso in campo delle Aeronautiche Militari di Israele e Stati Uniti).

Scopo attuale ed obiettivi dell’esercitazione , quello di fornire un addestramento sempre piu’ realistico , creando un contesto di operazioni belliche fedele il piu’ possibile alla realta’. Il personale partecipante viene esposto ad un ritmo intensivo delle ostilità, con perdite realistiche e scenari impegnativi, comprendenti minacce multiple che si susseguono in tempo reale, per simulare le condizioni del moderno campo di battaglia e testare la resistenza fisica e psicologica del moderno combattente. Una accurata valutazione dei vari eventi viene garantita dall’utilizzo di dati di rilevamento a bordo degli aerei e a terra, nonche’ di sensori e software di debriefing specializzati, che vengono sfruttati al meglio per ricostruire le varie missioni da parte di esperti istruttori della Fighter Weapons School, che supervisionano il processo di debriefing.

Questa esercitazione è stata preceduta da una accurata pianificazione (gia’ nei singoli paesi partecipanti) e si è divisa in quattro fasi: fase 1, di preparazione (4-15 marzo); fase 2, di rischieramento ad Andravida dei vari assetti (26-28 marzo); fase 3, la piu’ importante, riguardante le missioni aeree e l’effettivo svolgimento dell’esercitazione (1-11 aprile); fase 4, di rientro degli aerei nelle rispettive basi e paesi (11 aprile). La funzione di comando tattico delle forze aeree partecipanti viene svolta da una “cellula” creata appositamente per l’esercitazione nell’ambito dell’Air Tactics Center. Il controllo tattico viene delegato al Comandante di questo reparto.

Con il passare degli anni il numero e la varieta’ delle missioni effettuate, nonche’ il numero degli assetti coinvolti nell’ambito di questa esercitazione sono aumentati in modo esponenziale ; al fine di raggiungere gli obiettivi relativi ad Iniohos, la Fighter Weapons School greca supervisiona tutte le missioni, dalla pianificazione degli scenari ai debriefing e assicura che coprano tutta la gamma di missioni attualmente eseguite dalla Hellenic Air Force, tra cui

— operazioni aeree contro sistemi integrati di difesa aerea

— controaviazione / attacchi ad aeroporti

— interdizione aerea / obiettivi speciali (ponti, centrali elettriche, veicoli, ecc.)

— missioni antinave

— protezione degli “slow mover” ( elicotteri o aerei a lenta movimentazione)

— ricerca e soccorso in zone di combattimento

— individuazione dinamica (in tempo reale) degli obiettivi / coordinazione degli strike (attacchi al suolo) e ricognizione / supporto aereo ravvicinato / obiettivi “time sensitive” (da colpire il prima possibile)

— protezione/attacco di assetti aerei di alto valore (AWACS, ricognitori, aerei ECM)

Dopo aver invitato i primi paesi esteri nel 2015, l’esercitazione Iniohos ha attratto molte altre nazioni, con un sempre maggiore interesse al riguardo . Dato l’alto livello del personale della HAF nel condurre questa esercitazione, con l’utilizzo di una grande varietà di sistemi d’arma in una delle piu’ ampie aree addestrative in Europa, questo evento vuole essere uno dei piu’ competitivi di questo genere nella regione del Mediterraneo e fornire ai partecipanti un altissimo livello di addestramento ed una esperienza unica. L’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione (oltre che della HAF, padrona di casa) delle Aeronautiche Militari degli Stati Uniti, Italia, Israele ed Emirati Arabi Uniti. Gli assetti aerei utilizzati hanno compreso :  F-16 ; F-4; Mirage 2000; Tornado IDS ed ECR; F-35  (la Grecia ha anche utilizzato un EMB-145H per controllo e scoperta radar; sono stati inoltre utilizzati degli aerei cisterna partiti da altre basi).

Nel primo giorno della nostra visita, abbiamo assistito ad una presentazione sull’esercitazione da parte di un ufficiale dell’Air Tactics Center . In questa occasione è stato posto l’accento, tra altri argomenti, sull’importanza della sicurezza delle operazioni , una priorità di tutto il personale che ha organizzato l’evento. L’ufficio della sicurezza a terra e in volo dell’Air Tactics Center, in cooperazione con i colleghi del 117 Combat Wing, ha seguito in modo capillare tutti i problemi che potessero sorgere al riguardo. Il fatto di ospitare un’esercitazione così impegnativa viene ritenuto una grossa sfida, dato anche il grosso utilizzo di mezzi e personale coinvolto. Riguardo ai benefici nella partecipazione all’evento, è stato fatto notare che vi è un migliore rapporto tra costi e benefici, se paragonato a quello delle esercitazioni su larga scala Red Flag negli Stati Uniti e Maple Flag in Canada, visto che non si deve attraversare l’Atlantico ed eventuali guasti o mancanza di parti di ricambio possono essere affrontati in poche ore. Inoltre, l’ambiente geografico della Grecia offre caratteristiche operative molto valide sia per il “mascheramento” durante il volo in aree montuose che per le illimitate possibilità di combattimento aereo in ambiente marino. E’ stato anche detto che l’esercitazione ha un programma e degli scenari dinamici, che vengono arricchiti anno dopo anno dalla Fighter Weapons School tenendo conto dei commenti e suggerimenti, oltre che delle eventuali critiche provenienti dalle forze aeree partecipanti. Ogni anno viene invitata qualche nuova forza aerea, che decide di partecipare con aerei o altri mezzi o inviando degli osservatori. Altri paesi richiedono spontaneamente la loro partecipazione. Durante l’evento, circa 1000 persone dei paesi esteri ed un numero equivalente di personale di Andravida lavorano a stretto contatto per poter ottenere un risultato sicuro e di successo. Non ultimo, anche la comunità locale riceve un beneficio dalla permanenza delle varie Forze Aeree, durante la fase operativa.

Il giorno seguente, siamo stati accompagnati dall’Ufficiale per le Pubbliche Relazioni del 6’ Stormo, che ci ha gentilmente condotto nell’area della base utilizzata dai nostri Tornado, dove abbiamo potuto assistere alle operazioni pre-volo di due coppie di velivoli nelle varianti IDS ed ECR.

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Successivamente, abbiamo potuto seguire un’intervista effettuata da alcuni giornalisti italiani con il Tenente Colonnello Giovanni Lodato (comandante del rischieramento italiano) e il Maggiore Maurizio De Guida (comandante del 13’ Gruppo di volo); in questa occasione, ci è stato detto che i velivoli italiani hanno partecipato ad un ampio spettro di diverse missioni, dopo aver pianificato insieme agli altri partner degli scenari sempre piu’ complessi, per validare nuove tattiche ed integrare al meglio i diversi assetti dei vari paesi. Abbiamo appreso della figura del “Mission Commander”, un pilota scelto di volta in volta tra le diverse forze aeree per coordinare i briefing di missione tra tutti gli “attori” coinvolti, effettuare le sortite e far svolgere i diversi “tasks” richiesti ad ognuno. La genesi di queste missioni inizia anche mesi prima della loro effettuazione, con una attenta pianificazione, che prevede la scelta di questo Mission Commander che deve gestire tutti gli assetti coinvolti per poter soddisfare l’intento delle sortite. (E’ stato aggiunto che, proprio per questo, il termine forse piu’ corretto da usare sarebbe quello di “Coordinator”). In una esercitazione come Iniohos, con scenari cosi’ complessi e realistici, non è sempre cosi scontato poter dire qual è l’assetto piu’ adatto per interpretare un certo ruolo; è emerso che nel moderno teatro di battaglia, sono vincenti coloro che hanno piu’ “persistenza in uno spazio aereo” nelle COMAO piu’ evolute di oggi, con i pro e contro che ne conseguono, come l’aumento del cosiddetto “VulTime”  (Vulnerability Time – tempo di vulnerabilità). Si partecipa insieme alle diverse “waves”, in una esercitazione internazionale avulsa da ogni contesto politico, dove ogni paese può anche limitare, se necessario, l’utilizzo dei propri mezzi per alcuni scopi specifici. Oltre a questo, il termine “comando” ha un significato relativo, visto che ogni paese partecipa alle fasi dell’evento sotto un controllo tattico che viene delegato ai gia’ menzionati Mission Commander. E’ stato anche sottolineato che gli spazi aerei su terra e mare utilizzati in Grecia permettono di esprimere potenzialita’ maggiori rispetto al territorio italiano, grazie alla natura geografica del territorio ed alla minore densità abitativa di molte zone, causando cosi’ un impatto inferiore. La rappresentanza italiana è giunta nella base di Andravida con ben tre assetti diversi (Tornado IDS ed ECR, F-35), e lo ha fatto sicuramente a testa alta. Sono spesso italiani i comandanti (coordinatori) di missione e la presenza del nostro nuovo caccia ha inevitabilmente stimolato i vari partner stranieri, che si interfacciano come alleati o nemici nelle varie sortite, a dare il meglio di sè. Anche qui abbiamo avuto, nelle varie COMAO, i cosiddetti reparti “Blue Air” che devono vedersela con i “Red Air”, i “cattivi”, gli “Aggressors”, protagonisti di una minaccia aerea simulata che deve riuscire a creare una valida “interferenza” alla superiorità aerea dei Blue, ed addestrarli cosi’ al meglio …. Piu’ di un reparto è stato utilizzato in entrambi i ruoli , ma si è tenuto a rimarcare che ad Iniochos, “nessuno simula cio’ che non è”, per ottenere cosi’ il massimo realismo nelle operazioni. Ma anche l’”intelligence”, l’informazione è altrettanto importante, ed ecco quindi anche la presenza dei “bianchi”  (White Air), la “cellula” dell’Air Tactics Center/Fighter Weapons School di cui abbiamo gia’ parlato, con la funzione di passare determinate informazioni ai diversi contendenti (o nasconderle ad altri) e creare un contesto addestrativo piu’ idoneo. Per l’occasione, la FIR di Atene è stata suddivisa in quattro macro aree, per poter utilizzare in modo piu’ permissivo ed efficace gli spazi aerei (a vari livelli di quota). In aree e poligoni dedicati a sud e sul mare, è stato anche effettuato lo sgancio di armamento inerte. Venendo all’argomento F-35, non si è nascosta la soddisfazione derivante dall’utilizzo di questo velivolo, che sembra essersi gia’ dimostrato uno strumento multiuso molto versatile, per soddisfare al meglio l’intento dei vari Mission Commander. (Anche per l’F-35, il relativo ruolo nell’esercitazione inizia con un …”indottrinamento” che inizia a casa, per poi passare all’integrazione con gli altri reparti ed alla “consapevolezza” dello strumento F-35, usato dai coordinatori delle altre forze aeree durante l’attivita’ ed il “ritmo di battaglia” molto intensi di adesso) Riguardo alla bassa osservabilità dell’aereo, questa viene considerata un “sistema nel sistema”, una capacità in piu’. Ma per ovvie ragioni di sicurezza del volo in tempo di pace, i nostri F-35 devono essere visibili agli enti del controllo aereo e quindi non volano in configurazione “stealth”. L’aereo “deve” essere osservabile (e quindi, la sfida addestrativa è maggiore). E’ stata utilizzata una simbologia …semplice ma efficace, nel dire che quando l’F-35 entra in un determinato spazio aereo, per esempio, in una “no fly zone” da mantenere, è come se ci si trovasse in una stanza completamente al buio, con il rischio o la certezza (per gli altri) che ci sia qualcosa all’interno che possa fare danno e che non si possa vedere (anche se per altri aerei e in altre condizioni, la deterrenza, spesso, è far vedere, che si è presenti in un certo contesto). Visti i limiti di cui sopra, si puo’ quindi dire che in questa occasione l’F-35 abbia operato, invece, a luci soffuse….  E’ stata poi rimarcata l’importanza di questo nuovo strumento come “abilitante”, a creare la dovuta deterrenza e a permettere di spingersi con un rischio piu’ basso in contesti una volta impensabili e impenetrabili (non a caso è stato spesso utilizzato in esercitazione per svolgere compiti iniziali e preparatori, prima di fare intervenire assetti degli altri paesi, coordinati nello spazio e nel tempo). In ultimo, si è parlato anche dell’utilità e dell’avanzatissimo livello di realismo del simulatore dell’F-35 che ha l’AMI in dotazione.

Intervista

Il 5 aprile si è svolto il Media Day, con la presenza degli ambasciatori dei paesi partecipanti e di molti altri osservatori. Ospite d’eccezione, il Ministro della Difesa greco , Evangelos Apostolakis. Approfittando dell’occasione per premiare alcuni piloti, il Ministro si è detto convinto sulla bonta’ del messaggio passato da Iniohos: che la cooperazione, la sinergia e le buone relazioni fossero gli ingredienti che possono garantire la pace e la sicurezza nella regione. Ed anche che tutti i paesi presenti si stessero muovendo nella stessa direzione, caratterizzati dalla condivisione delle idee e dal dover fronteggiare le stesse minacce . Il ministro ha poi descritto l’esercitazione come un grande successo, grazie alle caratteristiche di complessita’ degli scenari tipici della FIR greca, da cui tutti i partecipanti hanno potuto trarre beneficio; e grazie a cui la cooperazione tra paesi NATO ed altri alleati ha fatto un ulteriore passo in avanti. Ed aggiungendo orgogliosamente che il suo paese utilizzasse per l’Iniohos esclusivamente il proprio spazio aereo, senza disturbare nessun paese limitrofo. Commentando la disponibilità degli Stati Uniti a vendere il nuovo caccia F-35 in alcuni nuovi paesi, tra cui la Grecia, Apostolakis ha rimarcato che in aggiunta agli aggiornamenti previsti per aerei già in linea, come gli F-16, il suo paese dovra’ presto scegliere il velivolo di nuova generazione da acquistare, e questa decisione del Congresso americano aiuterà questa prospettiva e questa scelta, che verra’ esaminata attentamente. (Precedentemente, anche l’ambasciatore USA in Grecia si era detto felice di tornare ad Andravida per l’evento ed ha fatto i complimenti al ministro e alle Forze Armate greche per il notevole sviluppo che ha avuto Iniohos nel corso di questi ultimi anni).

 

L’11 aprile ha visto la conclusione dell’esercitazione aerea, con il “rompete le righe” ed il ritorno in patria (e nelle proprie basi) dei vari assetti partecipanti. Alla prossima !

Fine

Articolo e Foto di ©Massimo Filippini

L’autore desidera ringraziare il Colonnello ( Pilota ) Konstantinos Zolotas, comandante dell’Air Tactics Center dell’Aeronautica Militare greca, per la gentile disponibilità.


ENGLISH VERSION

Exercise “INIOHOS 2019”

In the first half of April 2019, the important military air exercise “Iniohos 2019” was held in Greece, set in the Andravida air base (in the north-western Peloponnese), home to the 117 Combat Wing and the Air Tactics Center of the greek Air Force, that organized and supervised  the event. This annual mid-scale exercise was attended by several aircraft from HAF (Hellenic Air Force) squadrons and other air forces, with the absolute novelty of the italian F-35s Lightning II.

Flight operations were carried out using most of the airspace controlled by the Athens FIR (Flight Information Region). The exercise scenario adopted the “single base” concept (with execution of all operations performed from only one air base), with the participation of all greek Armed Forces.

(A bit of history… : this exercise was born in the late 80s, with tactical and small scale characteristics, suitable for the need to train in combined air operations (COMAO), following the Greek Air Force doctrine in force at that time. Given the initial success, it was decided to give this event an annual frequency. The objective of the exercise was to train the personnel in the planning and execution of the above-mentioned COMAO, in compliance with the HAF directives, in a realistic context, in order to test and evaluate operational plans and tactics. During this period, the exercise was organised by the greek Fighter Weapons School, that was deployed to Larissa for the occasion. The planes also took off from Larissa for their missions. Since 2005, the Iniohos exercise has been decentralised, with the involved planes carrying out the sorties from their bases, while the planning and coordination functions were conducted in the Air Tactics Center and Fighter Weapons School facilities in Andravida, integrating new means of command and control. In 2013 it was decided to adopt the already mentioned single base concept, bringing the exercise to a medium scale level and expanding the range of operations, with the aim of creating a more realistic and challenging environment, with a battle rate of 24h/7d, greatly increasing the level of training. Since 2015, the exercise has not only involved the greek Armed Forces, with the participation of the Air Forces of Israel and the United States).

The current purpose and objectives of the exercise is to provide an increasingly realistic training, creating a context of war operations as true as possible to reality. Participating personnel are exposed to an intensive rhythm of hostilities, with realistic losses and challenging scenarios, including multiple threats that follow one another in real time, to simulate the conditions of the modern battlefield and test the physical and psychological endurance of the modern fighter. Accurate evaluation of the various events is ensured by the use of airborne and ground-based tracking data, as well as specialised sensors and debriefing software, which are used to best advantage to reconstruct the various missions by expert instructors from the Fighter Weapons School, who oversee the debriefing process.

This exercise was preceded by careful planning (already in the individual participating countries) and was divided into four phases: phase 1, preparation (March 4-15); phase 2, deployment to Andravida of the various assets (March 26-28); phase 3, the most important one, concerning the air missions and the actual conduct of the exercise (April 1-11); phase 4, the return of aircraft to their homebases and countries (April 11). The tactical command function of the participating air forces is carried out by a “cell” specifically created for the exercise within the Air Tactics Center. Tactical control is delegated to the Commander of this department.

Over the years, the number and variety of missions carried out, as well as the number of assets involved in this exercise, have increased exponentially. In order to achieve the objectives related to Iniohos, the greek Fighter Weapons School oversees all missions, from scenario planning to debriefing, and ensures that they cover the full range of missions currently performed by the Hellenic Air Force, including

— air operations versus integrated air defence systems

— offensive counter air / airfields attacks

— air interdiction / special targets (bridges, power stations, vehicles, etc.)

— anti-surface warfare

— slow movers protection (helicopters or slow-moving planes)

— search and rescue in combat zones

— dynamic targeting (in real time) / strike coordination and reconnaissance / close air support / time sensitive targets

— protect / attack high-value airborne assets (AWACS, recce aircraft, ECM aircraft)

After inviting the first foreign countries in 2015, the Iniohos exercise has attracted many more nations, with an increasing interest in it. Given the high level of HAF personnel in conducting this exercise, using a wide variety of weapon systems in one of the largest training areas in Europe, this event aims to be one of the most competitive of its kind in the Mediterranean region, and to provide participants with a very high level of training and a unique experience. This year’s edition saw the participation (in addition to the HAF hosts) of the Air Forces of the United States, Italy, Israel and the United Arab Emirates. The air assets that were used included: F-16; F-4; Mirage 2000; Tornado IDS and ECR; F-35 (Greece also used an airborne warning and control EMB-145H; tanker aircraft from other bases were also used).

On the first day of our visit, we attended a presentation on the exercise by an officer of the Air Tactics Center. On this occasion, the emphasis was placed, among other topics, on the importance of the safety of operations, a priority of all personnel who organized the event. The Air Tactics Center Flight – Ground Safety Office, in cooperation with colleagues from 117 Combat Wing, carried out all the issues that might arise in this regard. Hosting such a demanding exercise is considered a big challenge, also given the large use of means and personnel involved. Regarding the benefits of attending the event, it was noted that there is a better cost/benefit ratio compared to the large-scale Red Flag exercises in the U.S. and Maple Flag exercises in Canada, as one doesn’t have to cross the Atlantic and any failure or shortage can be faced in a matter of hours. In addition, Greece’s geographical environment offers very good operational characteristics, both for terrain “masking” while flying in mountainous areas and for the unlimited possibilities of aerial combat in the marine environment. It has also been said that the exercise has a dynamic program and scenarios that are enriched year after year by the Fighter Weapons School, taking into account the comments and suggestions, as well as any criticism from the participating air forces. Each year some new air forces are invited, that decide to participate with planes or other means or by sending observers. Other countries spontaneously ask about their possible participation. During the event, about 1000 people from foreign countries and an equivalent number of Andravida personnel work closely together to achieve a safe and successful result. Last but not least, the local community also receives a benefit from the permanence of the various Air Forces during the operational phase.

The following day, we were accompanied by the Public Relations Officer of AMI’s 6th Wing, who kindly brought us to the area of the base used by our Tornado, where we were allowed to see the pre-flight operations of two pairs of aircraft in the IDS and ECR variants.

Later, we were able to see an interview by some italian journalists with Lieutenant Colonel Giovanni Lodato (commander of the italian deployment) and Major Maurizio De Guida (commander of 13th Squadron); on this occasion, we were told that italian aircraft have participated in a wide range of different missions, after planning with other partners increasingly complex scenarios, to validate new tactics and integrate the different assets of various countries in the best way. We learned about the figure of the “Mission Commander”, a pilot chosen every time from the different air forces to coordinate the mission briefings among all the “actors” involved, to do the sorties and make anyone carry out the different “tasks” they are required. The genesis of these missions begins even months before they are carried out, with a careful planning, involving the choice of this Mission Commander who must manage all the assets involved in order to meet the sorties intent. (It has been added that, for this very reason, perhaps the most correct term to use would be “Coordinator”). In an exercise like Iniohos, with such complex and realistic scenarios, it is not always so obvious to say which is the most suitable asset to perform a certain role; it has emerged that in the modern battle theatre, those who can have more “persistence in an air space” can be successful in today’s most evolved COMAOs, with the pros and cons that follow, such as the increase of the so-called “VulTime” (Vulnerability Time). All participate together in the different “waves”, in an international exercise detached from any political context, where each country can also limit, if necessary, the use of their means for some specific purposes. In addition to this, the term “command” has a relative meaning, as each country participates in the phases of the event under a tactical control that is delegated to the already mentioned Mission Commander. It has also been pointed out that the air spaces on land and sea used in Greece allow to express greater potential compared to the Italian territory, thanks to the geographical nature of the territory and the lower population density of many areas, thus causing a lower impact. The Italian contingent arrived at Andravida air base with three different assets (Tornado IDS and ECR, F-35), and it surely did so with head held high. The mission commanders (coordinators) are often Italian and the presence of our new fighter has inevitably pushed the various foreign partners, who interface as allies or enemies in the various sorties, to give their best. Also here we have had, in the various COMAO, the so-called “Blue Air” units that have to deal with the “Red Air”, the “bad guys”, the “Aggressors”, protagonists of a simulated air threat that need to create a valid “interference” to the air superiority of the Blues, and train them in the best way …. More than one department has been used in both roles, but it was underlined that at Iniochos, “no one simulates what he is not”, in order to obtain the maximum realism in the operations. But also the “intelligence”, the information is equally important, and therefore here is also the presence of the White Air, the “cell” of the Air Tactics Center/Fighter Weapons School  which we already mentioned, with the function of passing certain information to the different contenders (or hide it from others) and create a more suitable training context. For the occasion, the Athens FIR has been divided into four macro areas, in order to be able to use air spaces more permissively and effectively (at various levels of altitude). In specific areas and polygons at south and over the sea, the release of inert armament was also carried out. Coming to the F-35 subject, the satisfaction coming from the use of this aircraft has not been hidden, which seems to have already proved to be an extremely versatile multipurpose instrument, to best satisfy the intent of the various Mission Commanders. (Also for the F-35, its role in the exercise begins with an … “indoctrination” that starts at home, then moves on to the integration with the other units and to the “awareness” of the F-35 instrument, used by the coordinators of the other air forces during the activity and the very intense today’s “battle rhythm”) About the low observability of the plane, this is considered a “system in the system”, an extra capacity. But for obvious reasons of flight safety in peacetime, our F-35s must be visible to air traffic control units and therefore do not fly in stealth configuration. The aircraft “must” be observable (and therefore, the training challenge is greater). A simple but effective symbology has been used in saying that when the F-35 enters a given airspace, for example, in a “no-fly zone” to be maintained, it is as if someone was in a completely dark room, with the risk or certainty (for the others) that there is something inside that can do damage and that one cannot see (even if, for other planes and in other conditions, the deterrent is often to show, that one is present in a certain context). Given the above limits, we can say that in this occasion the F-35 operated, instead, with soft lights….  The importance of this new instrument as an “enabler” has been also underlined, so as to create the necessary deterrence and to allow to go with a lower risk in once unthinkable and impenetrable contextes (it is not by chance that it has often been used in the exercise to carry out initial and preparatory tasks, before intervening with other countries assets, coordinated in space and time). Finally, also the usefulness and the very advanced level of realism of the F-35 simulator AMI is equipped with, was mentioned.

The Media Day took place on April 5, with the presence of the ambassadors of the participating countries and many other observers. Special guest, the greek Minister of Defence, Evangelos Apostolakis. Taking advantage of the opportunity to award some pilots, the Minister said he was convinced of the goodness of the message passed by Iniohos: that cooperation, synergy and good relations were the ingredients that can ensure peace and security in the region. And also that all the countries present were moving in the same direction, characterized by the sharing of ideas and having to face the same threats. The minister then described the exercise as a great success, thanks to the complexity of the scenarios typical of the greek FIR, from which all participants were able to benefit; and thanks to which the cooperation between NATO countries and other allies has taken a further step forward. And proudly adding that his country used only its own airspace for Iniohos, without disturbing any neighbour countries. Commenting on the willingness of the United States to sell the new F-35 fighter in some new countries, including Greece, Apostolakis pointed out that, in addition to the planned upgrades for existing aircraft such as the F-16, his country will soon have to choose the new generation aircraft to buy, and this decision of the American Congress will help this perspective and this choice, which will be examined carefully. (Previously, the U.S. Ambassador to Greece also said he was happy to return to Andravida for the event and congratulated the greek Minister and the Armed Forces about the remarkable development that Iniohos has undergone over the past few years).

On April 11, the air exercise ended, with the “fall out” and the return to the countries (and their bases) of the various participating assets. See you next time!

Titolo 2

Article and photos by ©Massimo Filippini

The author wishes to thank Colonel ( Pilot ) Konstantinos Zolotas, commander of the Air Tactics Center of the greek Air Force, for his kind availability. 

 

 

 

 

 

 

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